May You Live In Interesting Times così suona il titolo della 58. Esposizione Internazionale d’Arte, a cura di Ralph Rugoff, ed è organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta. “Interesting times”: una sorta di maledizione, che evoca l’idea di tempi sfidanti e persino minacciosi. Ma può essere anche un invito a comprendere meglio la volontà di potenza dei nostri giorni e considerare sempre il corso degli eventi umani nella loro complessità. Un invito, pertanto, che ci appare particolarmente importante in tempi nei quali troppo spesso prevale un eccesso di semplificazione, generato da conformismo o da paura. Una sfida a tutte le inclinazioni alla sovrasemplificazione.
Il mio vecchio e contemporaneo amico Stefano Consonni ed io abbiamo – a modo nostro – risposto a questo invito; dopo l’esperienza del confronto con il Vangelo di Pasolini a Matera, ecco At The Interviews Corner – The New War. Nato come approfondimento culturale sulle nuove forme della guerra, è un percorso attraverso 4 interviste secche per affrontare la complessità del nuovo fenomeno della guerra asimmetrica, cifra delle nuove forme esistenziali dell’uomo nella sua relazione al mondo. Perché la guerra? Perché, per dirlo à la Quirico, da sempre “é lo scenario in cui io trovo tutte le sfumature più opposte dell’uomo con l’unità di luogo e di tempo, ovvero in uno stesso posto. Nella guerra trovo la viltà, il coraggio, la misericordia e la ferocia, la paura e l’eroismo: tutto riunito. Posso raccontare l’uomo nei suoi estremi. In uno stesso luogo. Non ho bisogno di andarlo a cercare penosamente in molte storie: è tutto lì. Questa è permanente, non cambia: una straordinaria e terribile possibilità di racconto“.